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Metallica - Kill 'em All (1983)

POINT OF VIEW

Chi conosce i Metallica perchè "Si: mi piace Nothing Else Matter!" non ha capito un tubo. Per comprendere la portata dei Metallica e la loro rivoluzione nel campo della musica dura, è necessario tornare alle origini. Allora recatevi nel vostro negozio di dischi usati, quello scuro in fondo al vicolo, e chiedete "il primo album: quello rosso con il martello in copertina!". Se il negoziante avrà i capelli lunghi e una T-shirt dei Misfits, vi sorriderà e sarà orgoglioso di spolverarvi il migliore disco metal degli anni 80: Kill'em All. La mia storia inizia da qui.

GARAGE DAYS - Un po' di storia...

Nei primissimi anni ottanta i Metallica sono soltanto quattro ragazzini californiani che, neppure ventenni, si stanno preparando a dare il più violento scossone alle fondamenta dell’ormai stagnante teatrino della musica hard-rock e metal contemporanea. In antitesi ai loro colleghi anglosassoni Iron Maiden che allora proponevano un metal più melodico, i "Four Horsemen" lanciano un genere innovativo fondendo il ritmo frenetico e concitato del punk (o “Hard Core” per gli americani) con il sound duro e pesante proprio del metal. Ce n'erano altri gruppi a suonare quel genere (vedi gli Exodus, dove suonava Kirk Hammet, ora chitarrista dei Metallica) ma loro sono certamente i primi a farlo così magistralmente. E mentre in Inghilterra i fondatori della corrente New Wave Of British Heavy Metal (ondata di reazione alla dilagante cultura punk) partono dalle premesse “Hard Rock” dei Deep Purple, in California la rivoluzione si chiama Metallica. Ma la classe non viene dal nulla. Il quartetto si dimostra infatti grande conoscitore dei classici della musica metal (Black Sabbath, Motorhead) ma anche profondo innovatore, precursore del gusto heavy-speed-trash contemporaneo. Così nei garage, nei pub e nei ristretti circoli di musica estrema, i Metallica sparano alla velocità della luce tutta la loro rabbia distruttiva. Ritmi serrati e testi apocalittici. Duri e veloci. Il risultato è strabiliante!

KILL 'EM ALL - RECENSIONE

Siamo nel 1983. Lars Ulrich, James Hetfield, Kirk Hammet e Cliff Burton, tutti ventenni, pubblicano KILL’EM ALL: primo album ufficiale della band. Album fondamentale per musica hard rock e heavy metal contemporanea. Profondamente diverso da tutti gli album allora in circolazione. I ritmi lancinanti delle canzoni ereditano tutta l’istintiva velocità del punk rock. Riff come proiettili sparati come mitragliate nell’orecchio dell’ascoltatore. Con tutta la cattiveria e la violenza del suono metal. I testi del disco d’esordio, tutti scritti al plurale, non sono altro che inni di fratellanza metallica finalizzati all’esaltazione di tutta una simbologia che circonda l’heavy metal.

Il disco è certamente riuscito. A livello musicale. E a livello contenutistico. La sua semplicità non fa che esaltarne il carattere energico e vivace. Adolescente come la voce immatura dell’ancor giovane Hetfield. Diretto e spontaneo. Nichilista, ma ancora estraneo alla visione pessimistica e catastrofica della realtà che sarà invece l’elemento caratterizzante delle opere successive. Personalmente il mio album preferito.

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